Windows? No, Linux? Forse, OSX SI!

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Credit: budisteanu.net

In genere non mi soffermo più di tanto sui risultati finanziari delle aziende IT perchè i conti da soli non dicono poi molto e anche questa volta leggevo un po’ distrattamente su MacStories dei pur impressionanti risultati di Apple nel Q1/2015 che, ricordo, fa riferimento all’ultimo trimestre 2014. Cifre da record, figlie delle recenti produzioni di padelloni da 4.7″ e 5.5″ ed a un iOS un po’ più aperto (senza esagerare però).

Non sto qui a ripetere cose già dette da altri e più esperti blogger ma vorrei portarvi il mio pensiero personale sul perchè alla fine siamo tutti più o meno felici nel recinto dorato di mamma Apple e parto dalla mia esperienza personale che inizia a fine 2008 con il mio primo MacBook Pro in alluminio ‘UniBody’ che fece la mia felicità dopo tanti notebook Wintel; da allora ho comprato diversi iDevice e il mio proselitismo è sempre stato costante e quando ho potuto ho sempre fatto acquistare un prodotto Apple consapevole che l’utente ne sarebbe stato più che contento.

Le cose per me sono sempre state così fino al 2014 anno in cui, complici i tanti piccoli problemi software sia di iOS che di OSX ed avendo deciso di sostituire il mio iMac late 2011 decido di guardarmi intorno sia su piattaforma Windows che su Linux, quest’ultimo con molta più convinzione. Fissato il budget – intorno ai 1’100 € – parto con google e blog dopo blog arrivo a selezionare un notebook con Linux preinstallato del produttore specializzato System76, precisamente il Galago UltraPro 14.1″

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Credit: System76 – Galago UltraPro 14″

A parte la plastica, rinuncia obbligata o quasi, mi sembra una bella macchina che merita una prova e parto quindi con la configurazione on site che per 8Gb RAM + SSD 120Gb mi spara un prezzo di 1’210.00 $. Le caratteristiche sono di tutto rispetto ma qualcosa non mi convince. Penso al parco SW che dovrei ricostruire, al riadattamento e soprattutto all’assistenza HW. Probabilmente proprio quest’aspetto mi ha fermato! In tanti anni raramente ho avuto bisogno dell’assistenza Apple ma quelle poche volte si è sempre confermata di alto livello, risolvendomi in brevissimo tempo il problema.

A mio parere, il post-vendita oggi è il vero spartiacque tra un’azienda di successo ed una meno importante. Con Apple hai sempre solo un interlocutore che adotta procedure standardizzate e per questo rassicuranti (v. mio precedente articolo); la nostra richiesta raramente passa di mano ma se dovesse accadere non c’è bisogno di star lì a trovare numeri di pratica o riassumere al nuovo addetto il risultato delle precedenti conversazioni. È tutto predisposto e nulla lasciato al caso, figlio di un’organizzazione che cerca di prevedere tutto. Il valore aggiunto di tutto ciò non è quantificabile con precisione e ricade nel sovraprezzo che paghiamo per avere un prodotto della Mela e tutto è ancora più sorprendente se pensiamo che tutto nasce dalle idee di Jobs che, lungi dall’essere uno stratega dell’organizzazione, aveva capito che la fidelizzazione del cliente passa anche (e soprattutto) dall’assistenza e dal tappeto rosso che ti stendono per farti entrare nel loro ecosistema.

Insomma, alla fine, fedele anche al motto di Tevac, continuerò ad usare Mac nonostante Apple…

5 Commenti

  1. Devil sono d’accordo su RTFM, è una pratica poco usata e spesso risolve il problema. Ma se ti salta l’alimentatore del mBAir o altro HW ti serve il ricambio…e sperare che nn impieghi troppo tempo ad arrivare. Questi sono problemi che con Apple nn hai.
    Riguardo al pinguino mi sono ripromesso di provare a usarlo produttivamente, vorrei capire come si comporta in ambito produttivo eaziendale (mail, condivisioni, ecc e relative infrastructure server). Spero a breve di riuscirci…

    • Uso da anni Mac e Ubuntu (su HW Apple e Thinkpad) in ambito professionale (in ambito consulenza strategica). Limitatamente al mio utilizzo (prevalentemente office, email, web, e gestione delle mie foto e musica, li trovo abbastanza equivalenti, con i seguenti distinguo: Mac ha un livello qualitativo del software mediamente piu’ alto, ma linux permette di fare praticamente qualunque cosa senza spendere un soldo. E la risoluzione di problemi e’ istantanea nel mondo linux, piu’ difficlle e rapida in quella Mac.

      Sul fronte performance non c’e’ confronto: linux e’ un’altro pianeta.
      L’integrazione in infrastrutture aziendali e’ mediamente gestita bene da entrambi, forse linux riesce a integrarsi in ambienti piu’ specifici (e oggi francamente poco diffusi), anche per motivi storici (mediamente il vecchio software gira anche su S.O. attuali, mentre Apple ogni tanto taglia i ponti con il passato, specie sui drivers).

      Nel complesso preferisco linux, sara’ che ancora riesco ad utilizzare uno scanner di oltre 10 anni e una stampante canon a sublimazione che apple ha abbandonato con Snow Leopard….

      • Sono del tutto d’accordo con il tuo commento. Il fatto è che per me cambiare OS richiederebbe un riadattamento personale e del software che mangerebbe del tempo che ad oggi non ho.
        Ho seriamente valutato pro e contro, ho installato Ubuntu su macchina virtuale per ammorbidire il brusco passaggio ma alla fine mi sono reso conto che la somma degli sforzi che avrei dovuto fare l’avrei recuperata solo dopo molto tempo e, ribadisco, in questa fase della mia vita non ho troppo tempo libero e quello che ho vorrei dedicarlo a questo blog su Tevac.

        Indubbiamente ad oggi Linux non ha nulla da invidiare agli altri OS come produttività “di base” (office oriented, per intenderci) ed infatti il prossimo articolo sarà sull’uso di LibreOffice in azienda con relativi pro e contro; inoltre il supporto su praticamente tutte le macchine esistenti lo rende davvero trasversale ma, per farti un esempio, proprio qui dove lavoro abbiamo “aggiornato” l’infrastruttura IT a Windows Server 2012R2 e Windows8.1/Office 2013 e tutto perchè i colleghi sono abituati “alla schermata” ed il fatto di doversi riadattare li ha spaventati e non poco.

        Certo oggi riadattarsi a Win8.1/Office2013 sta richiedendo forse più tempo di quanto ce ne sarebbe voluto per LibreOffice…ma questo non diciamolo al mio responsabile!!!
        🙂

    • P.S.: aggiungo un parere del tutto personale.

      Secondo me Unity di Ubuntu e’ di gran lunga una delle migliori initerfacce realizzate negli ultimi anni. Semplicemente non bisogna andare a cercarsi applicazioni e documenti, basta una ricerca (se si potesse unire l’efficienza della ricerca OSX con le lens di Unity….)

  2. Sono un fedele credente nel rtfm, non ho mai fatto molto conto dei servizi di assistenza, anzi, per certi acquisti mi sono letteralmente buttato alla cieca :p
    Anche se lungi da me abbandonare il pinguino, ho da poco un tablet da pochi soldi con windows 8.1 e non mi dispiace.

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