Prima dello startup ovvero l’arte dell’organizzazione aziendale

Oggi il termine startup è sicuramente ‘di moda’ vuoi perché in tempi di crisi per il lavoro dipendente molti pensano ad avviare una propria attività, vuoi perché molti di noi hanno per la testa un’idea più o meno rivoluzionaria, vuoi per il sano e genuino spirito imprenditoriale; insomma i motivi possono essere più o meno vari ma il punto è che, sebbene si noti qualche segnale contrastante, negli ultimi anni il numero di startup è in deciso aumento;

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Rapporto tra startup finanziate e crescita degli incubatori – fonte: TechCrunch

Oggi come oggi infatti, fondare una società è piuttosto veloce e con un po’ di abilità e una buona preparazione si riescono a trovare delle buone forme di finanziamento; ma tutti gli aspiranti entrepreneurs che vogliono sviluppare la loro idea – tra l’altro sicuramente lo si vorrà fare nel più breve tempo possibile – è quello di non sottovalutare l’organizzazione di base dell’azienda e la definizione degli obiettivi in maniera chiara e precisa ed è proprio qui che interviene il professionista serio ad alzare l’asticella organizzativa ancor prima di partire e sviluppare un’idea.

L’ORGANIZZAZIONE AZIENDALE DI BASE

Il primo step da compiere per chiunque intenda fare qualcosa è quello di definire l’obiettivo che si vuole raggiungere perché non è sufficiente dire ‘voglio produrre qualcosa’ ma piuttosto si deve ragionare al contrario secondo questa regola attribuita al management della General Electric:

rather than make what you do always and then try to sell,
try to find out what you can sell it and then make it!

Infatti è tanto importante stabilire cosa si vuole fare (vendere, produrre, rilavorare, ecc.) quanto stabilire come e dove farlo. Il mio primo consiglio quindi è quello di porsi alcune domande e trovare le relative risposte:

  1. qual è  l’obiettivo primario della società ed a quali mercati si rivolge?
  2. quali sono i mezzi finanziari che essa richiede e come posso procurarmeli?
  3. qual è l’organigramma della società e come devo definire i ruoli?

In realtà le domande sono molte di più e normalmente si cerca di dar loro risposta attraverso la realizzazione di un business plan accurato e documentato (su questo argomento scriverò quanto prima un articolo) ma credo che queste elencate siano davvero fondamentali; vediamole brevemente nel dettaglio:

OBIETTIVI E MERCATI DI RIFERIMENTO

Come già accennato, l’obiettivo deve essere definito con chiarezza già all’inizio dell’organizzazione; quando dico obiettivo chiaro intendo una frase che sarà il mantra della società e dei soci come ad esempio questa:

“produrre una nuova linea di computer con alti standard di sicurezza e tutela della privacy, basata su GNU/Linux e rivolta al mercato delle PMI delle economie emergenti”

Questo obiettivo è decisamente meglio di un generico “produciamo un nuovo tipo di computer” ed è quasi superfluo dire che partendo da questo livello di chiarezza anche i passi successivi saranno più semplici da definire;

I MEZZI FINANZIARI E LORO REPERIMENTO

I costi sono l’unica cosa certa che ha un imprenditore! Proprio per questo capire quali mezzi finanziari si hanno a disposizione e quantificare come, dove e quando andranno usati è un passo fondamentale da compiere all’inizio della pianificazione. Sono da considerare tipicamente i costi base di:

  • consulenza aziendale ed eventualmente anche legale per lo startup
  • consulenza ICT per l’infrastruttura IT e la comunicazione all’interno del team
  • costi vari legati alla constituzione
  • costi del personale o dei collaboratori

Il reperimento dei mezzi prevede oltre all’autofinanziamento ed al prestito bancario un più moderno crowdfunding che in presenza di una buona idea e di una buona presentazione della stessa garantisce un ottimo sistema di finanziamento oltre a far partire l’idea imprenditoriale con già una base di persone interessate;

L’ORGANIGRAMMA E I RUOLI AZIENDALI

Una startup presumibilmente non avrà molti collaboratori almeno fino al momento in cui non si entra nella fase operativa vera e propria; ciò non toglie che sia fondamentale stabilire chi fa che cosa!

Tipicamente il management sarà composto dai cosiddetti C-Level Manager che altro non sono che i conosciuti CEO, CTO, CFO, e cosi via.
Ad esempio, se voglio perseguire l’obiettivo di cui sopra avrò bisogno di direttore ICT, un direttore Finanziario e un direttore R&S al minimo oltre ad altre figure che supportano i C-Level. A monte di tutto ci sarà il CEO o Direttore Generale che avrà l’ingrato compito di coordinare queste figure e prendere le scelte in caso di conflitto; il CEO deve essere una figura in grado di decidere senza imporre la sua autorità come se fosse stabilità da un qualche dio ma solo mantenendo ben salda la barra di comando in modo da stabilire la direzione aziendale in maniera chiara, precisa e coerente con l’obiettivo.

 PER FINIRE: COMPETENZE E TEMPO

Ho accorpato questi due punti che non ho elencato sopra perché nella loro importanza mantengono una forte interdipendenza tra loro così come una forte dipendenza dalla persona; le competenze di base probabilmente faranno già parte dell’organigramma di base e solo alcuna che possiamo immaginare più “periferiche” dovranno essere acquisite all’esterno con le conseguenti valutazioni necessarie.

La presenza di forti e complete competenze permetterà di conseguenza una corretta e migliore gestione del tempo che, soprattutto nella nostra frenetica società, è una variabile che deve essere stimata con una certa precisione, soprattutto se si è impegnati su più fronti imprenditoriali ma anche sociali e familiari.

Con questo ho dato un quadro che non vuole essere esaustivo ma deve essere preso come base per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale. Con i prossimi articoli entrerò più nel dettaglio dei singoli punti per fornire una visione d’insieme sempre più precisa e dettagliata.

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